Essere mamma

Essere mamma

Sono trascorsi più di due anni dalla nascita della mia bambina e, adesso come allora, mi rendo conto che diventare madre è un processo complesso e difficilissimo.

Contrariamente a quanto si possa immaginare le giornate non sono piene di sorrisini, di sospiri finché il nano dorme, di calore e affetto.

Spesso ci si sente soli, frustrati, incapaci, spaventati e impotenti.

Essere mamma significa mettere in atto una serie molteplice e simultanea di competenze che fino al giorno prima non immaginavi di poter avere o sviluppare.

Istinto

Si tratta di capacità che hanno una profonda radice nel nostro istinto, tuttavia siamo prevalentemente orientati alle pressioni sociali e quindi sensibili ai giudizi esterni o a cercare altrove le risposte che invece albergano in noi e nel rapporto con il nuovo arrivato. In molteplici occasioni sono riuscita a risalire dal baratro dello sconforto “ascoltando” la mia piccola, cercando di accogliere le sue istanze e non ostinandomi a mettere in atto pratiche che mi erano state suggerite o tramandate. Lei è stata in grado di farmi capire dove voleva stare, quanto bisogno avesse di mangiare o di dormire senza dover ricorrere a misurazioni preconcette. Per fortuna alberga in noi una capacità naturale ad occuparci dei cuccioli, purtroppo però spesso non riusciamo ad entrare in contatto con essa perché stanche, oppresse e demoralizzate.

Conoscenza

Un aspetto importante della maternità è la conoscenza. L’ideale sarebbe aver tempo per studiare, per apprendere le fasi dello sviluppo, l’evolversi dell’allattamento, le modalità per sviluppare le abilità nel proprio bambino. Per fortuna non tutte siamo inclini a dedicarci alla psicologia dello sviluppo né tantomeno a vivere con un manuale sul comodino. A volte basta l’istinto. Altre basta una telefonata ad un’amica fidata che magari ha più di un figlio. Questo ci assicura una diversità di esperienze tra un figlio e l’altro e quindi le risposte a qualunque domanda saranno del tipo “Dipende! Col primo è andata così……ma il secondo è stato tutto un’altra storia”. Questo ci permette di ritornare a noi stessi e all’unicità del nostro bambino. Non ci sono ricette! Un’opzione, a volte sovrastimata e altre sottovalutata, è quella di rivolgersi a figure specializzate (esperte in allattamento, ostetriche, educatori professionali o pedagogisti, pediatri). L’importante in questo caso è non demandare ad altri le proprie scelte quotidiane. Con un po’ di attenzione, fiducia e qualche informazione mirata siamo perfettamente in grado di risolvere le problematiche che si affacciano nel nostro cammino.

Supporti pratici

Ho lasciato per ultimo un aspetto importantissimo che nelle mie giornate avrebbe fatto la differenza. Le mamme hanno bisogno di supporti pratici. Non servono le mille osservazioni su come stiamo allevando la nostra piccola creatura, sul tenerli troppo in braccio, sugli orari delle poppate, su come sono vestiti o su dove li facciamo dormire. Una mamma, soprattutto nei primissimi mesi, ha bisogno di aiuti pratici: qualcuno che la aiuti nelle faccende di casa, magari dei pasti pronti da riscaldare, qualcuno che si occupi per lei o con lei delle commissioni quotidiane (come andare a comprare il pane o pagare una bolletta).

Non c’è niente di più devastante per una neomamma delle continue affermazioni su cosa fa e come o dovrebbe fare. L’autostima è già abbastanza in bilico di per sé. Spesso quelli che nascono come innocenti consigli diventano macigni sul cuore di una donna che non sa cosa fare e spesso si sente inadeguata a prescindere. Quindi amici e parenti, prima di recarvi a visitare la nuova creatura, accertatevi che gli orari di visita siano consoni al nuovo stile di vita, cucinate per la nuova famiglia dei pasti semplici e veloci da riscaldare, armatevi di disponibilità a dare una mano nelle faccende di casa che la neomamma non considera più una priorità ma diventano un chiodo fisso pronto a ricordarle che non ce la può fare.

Sono trascorsi più di due anni dalla nascita della mia bambina e tutto ciò che poteva essere utile allora lo è ancora oggi.

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