Il bagnetto del neonato

Il bagnetto del neonato

Il bagnetto del neonato

PAPA’: Dopo il rientro a casa e la prima notte, era arrivato il momento del primo bagnetto del neonato. I giorni passati in reparto erano serviti alla mamma per avere indicazioni e fare un pò di pratica. Tuttavia il bagnetto ora diventava affare di famiglia. Ricordo tutte le preoccupazioni: la temperatura giusta per l’ambiente, la temperatura per l’acqua, come prendere nostra figlia, quanto tenerla in acqua e quali precauzioni avere durante il bagnetto. Prima ancora del bagnetto c’erano altri dubbi più logistici: dove lavarla, quale fasciatoio preferire, dove e come sistemare l’occorrente. Insomma più dubbi che tempo.

MAMMA: Che faccia parte di un rituale serale o sia soltanto una buona abitudine quotidiana, all’inizio il momento del bagnetto del neonato è tutt’altro che un’attività giocosa e rilassante. Le ansie e le preoccupazioni che accompagnano le prime volte possono essere tante. La temperatura dell’acqua, la posizione, i prodotti da usare, ma soprattutto la paura di vedersi scivolare il bimbo finchè lo si insapona. I primi bagnetti, pur rappresentando un grande gesto d’amore e cura, sono stati un’attività poco gratificante. Pian piano ho imparato ad organizzare lo spazio e le cose necessarie affinando anche la capacità di scelta dei prodotti più adatti.

PAPA‘: Tempo prima del parto avevamo allestito il nostro bagno considerando lo spazio a disposizione e la possibilità di movimento. Sapevamo che muoversi in sicurezza era fondamentale. Perciò era importante organizzare lo spazio e fare acquisti mirati.  Soprattutto un termometro per misurare la temperatura dell’acqua, diversi asciugamani e prodotti neutri per il bagnetto.

Il primo bagnetto del neonato

PAPA’: Eravamo pronti per il primo bagnetto in casa. La temperatura del bagno, considerando che eravamo in autunno era di 24 gradi . La temperatura dell’acqua 38. Avevamo un fasciatoio con vaschetta incorporata. Il suo utilizzo ci mise in ansia per via dall’altezza da terra. Per dire la verità il primo bagnetto fu una operazione intensa e poco rilassante.

MAMMA: pur avendo ricevuto chiare e precise indicazioni in ospedale su come procedere ho preferito non essere da sola al momento del primo bagnetto del neonato. Così a quattro mani, la tensione è diminuita e ci siamo gustati l’evento. Eravamo affascinati dalle vaschette ergonomiche. Trovammo un fasciatoio con vaschetta inclusa. Siamo stati felici dell’acquisto perchè siamo riusciti così ad avere tutto sottomano grazie ai comodi portaoggetti situati ai lati del fasciatoio. L’oggetto indispensabile, dopo il fasciatoio, è stata la paperetta con rilevatore di temperatura dell’acqua: la nostra sensazione di calore è poco affidabile ed è meglio attrezzarsi con un buon termometro anche senza spese eccessiva. Mi ero inoltre ben rifornita di asciugamani quadrate perchè erano le più adatte a ricreare il drappo che insegnano in ospedale. Avevo scelto un solo tipo di detergente valutando tra le mille proposte in commercio. Infatti ho cercato di utilizzare lo stesso per diversi mesi al fine di evitare di confondere la piccola con diversi odori. Nelle prime settimane, dovendo ripulire il moncone del cordone ombelicale, avevo a portata di mano soluzione fisiologica e garze in cotone. Ovviamente non potevano mancare pannolini e pasta di Hoffman a portata di mano. 

Bagnetto dopo bagnetto

MAMMA: quando la piccola ha iniziato ad assumere la posizione da seduta abbiamo preferito comprare una vaschetta pieghevole. Da allora il momento del bagnetto è divenuto un momento sereno e divertente. La vaschetta veniva adagiata sul pavimento del bagno e riempita fino all’indicatore. Sono arrivati i primi giochini acquatici, paperette di tutti i colori, libri impermeabili. Col tempo in vasca con nostra figlia è arrivato di tutto. 
 
PAPA‘: con la posizione seduta, i giochetti e una maggiore mobilità della nostra piccola, arrivò in bagno anche l’attrezzatura per evitare allagamenti. Vale a dire il mocio a bordo vasca e diversi asciugamani per tamponare ed asciugare. Anche il nostro abbigliamento, sia per il caldo della stanza, sia per l’acqua, assunse una modalità balneare. Di certo stare in costume o mutande che si voglia, fu molto funzionale e pratico per tutti. Diventò un momento pomeridiano/serale allegro e sereno, dove poter chiaccherare della giornata e dei momenti vissuti.

 

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