Rientro a casa con il neonato

Rientro a casa con il neonato

Finalmente era arrivato il giorno in cui sarei rientrato a casa con la nostra bimba. Dopo giorni di spostamenti tra l’ospedale e la casa, era arrivato il momento di ritrovarci finalmente a casa tutti e tre. Le giornate precedenti erano state giornate surreali. In ospedale la mamma e mia figlia, io a casa a pensare continuamente a loro e non vedendo l’ora di raggiungerle. Tutto ciò che facevo aveva un sapore nuovo, mai sentito prima: il sapore del papà. Papà da pochi giorni: inesperto, assonnato, emozionato e tremendamente innamorato. Eccoci dunque ai primi giorni del neonato, eccoci arrivati ai primi giorni della nostra bimba.

 

Neonato dall’ospedale a casa

I giorni prima mi ero allenato a casa su come usare il Trio Neonato acquistato settimane prima. Avevo studiato su come togliere dal telaio la navicella, su come rimetterla; come posizionarla in macchina; come regolare le cinture di sicurezza. Operazioni banali, facili, scontate, ma sapendo l’emozione che avrei vissuto quel giorno volevo essere sicuro di tutte le azioni che avrei fatto. Arrivai in ospedale e cominciò il trasferimento tanto atteso. Il primo dubbio fu: come vestire la bimba per uscire dall’ospedale? Erano i primi giorni di novembre ma il sole scaldava ancora nonostante l’aria fredda. Decidemmo di mettere la nostra bimba nella navicella vestita di tutina in ciniglia, avvolgerla in una coperta e dentro la navicella con il paragambe ben disposto. Il passaggio sui sedili dell’auto fu rapido e indolore, tutto filò liscio. Poi il viaggio in auto.

Consiglio: attenzione nell’acquistare il Trio, badate anche alle cose più banali e piccole. Per cominciare l’aggancio della navicella al telaio, deve essere funzionale e facile. Le ruote non devono essere troppo piccole perchè si sentono molto le vibrazioni se le superficii non sono liscie. Il telaio inoltre si deve poter chiudere agevolmente. Ricordate, spesso e volentieri farete queste operazioni non in perfetta calma e lucidità (una su tutte: bimbo che piange).

Consiglio: riguardo l’abbigliamento è importante non vestire troppo il neonato. Ci sono presso le ULSS delle linee guida che vi danno indicazioni per l’abbigliamento adatto ad un bambino appena nato. Vi proponiamo questa per darvi una idea: (vedi linee guida).

Vedi ancheTrio Neonato

Trasporto in auto neonato

Il trasporto dunque fu fatto con la navicella. Andai a casa molto lentamente e con la massima attenzione per tutto ciò che avevo intorno. Stavo trasportando la cosa più preziosa del mondo! Ci volle tempo per rassicurarmi sulla corretta posizione della navicella e se fosse ben ancorata ai sedili; ogni minimo movimento mi mandava in ansia. Insomma, il primo viaggio in macchina con il primo figlio non è cosa su cui ti puoi allenare prima. Di certo era importante mantenerla nella posizione orizzontale e senza movimenti. Per evitare inoltre di darle fastidio con la luce solare, mettemmo dei parasole sui finestrini. Tornammo a casa raccontandoci le giornate passate e su come sarebbe stato l’arrivo a casa, sempre con le orecchie protese ad ascoltare ogni suono proveniente da nostra figlia. Finalmente, piano piano, arrivammo a casa.

Consiglio: riguardo la navicella, assicuratevi che le cinture di sicurezza dell’auto siano ben tirate e non abbiamo ancora lasco. Capita infatti che sembrano infatti a fine corsa, ma non è così. Non deve esserci movimento della navicella.

Primo giorno a casa con il neonato

L’arrivo a casa fu molto tranquillo. Avevo cercato di preparare l’ambiente al meglio: pulito, aerato, con le cose al proprio posto e ben caldo. Ecco, forse anche troppo caldo. Pensando alla temperatura dell’ospedale mi resi conto di aver esagerato un pò. Molto importante fu lumidificatore per rendere gli ambienti non troppo secchi. Noi ne avevamo preso uno per il soggiorno e uno per la camera. Facemmo attenzione alla luce artificiale che non fosse mai diretta alla bimba, ai rumori improvvisi o ai suoni troppo forti. Il percorso di abituazione ai rumori domestici era appena iniziato. Fu importante garantire anche alla mamma lo spazio per le proprie cose a partire da una buona doccia. 

Consiglio: non esagerate con il caldo nel periodo invernale. La temperatura ideale per la casa è intorno ai 20 gradi. Discorso a parte per il bagno che vedremo più avanti.

Consiglio: l’umidificatore è molto importante. Attenzione ad un ambiente troppo secco. Non utilizzate profumi o aromi, il vostro bimbo è molto sensibile e potrebbe infastidirlo. 

Vedi anche: Umidificatore

Gestire i parenti e i conoscenti dopo il parto

Nei giorni passati, riguardo le visite in ospedale di parenti e conoscenti, avevamo avuto cura di regolare il traffico. A molti amici avevamo espresso anticipatamente il desiderio di ritrovarli in casa con calma ed evitare processioni. Questo per una idea molto semplice: un bimbo che vive da solo per nove mesi e al buio, avrà bisogno di un pò di tempo per abituarsi alla gente. La scelta fu fatta soprattutto per rispetto di nostra figlia. Inoltre anche noi avremmo avuto bisogno di calma per organizzare la nuova vita assieme.  Punto cardine poi del nostro approccio, era questo: un bimbo appena nato è una persona che va conosciuta. Non è lì per soddisfare il bisogno di altri, per esempio: essere preso in braccio per soddisfare il bisogno di qualcuno di sentirsi adeguato, accettato e confermato. Per noi era importante osservarla e ascoltarla cercando il più possibile di conoscerla. C’era il pensiero di tutelare la nostra bimba e soprattutto di iniziare a conoscerci dando spazio alle nostre emozioni di neogenitori. Le visite ovviamente erano programmate in modo da non creare la presenza di troppe persone, il numero ideale era al massimo due alla volta e magari in un solo giorno. Avevamo avvisato per tempo che non avremmo gradito visite improvvise, per cui tutti si adeguarono alla nostrà volontà. 

Consiglio: non preoccupatevi troppo di sentirvi “cattivi” nel moderare le visite in casa. Se potete rimandate di qualche giorno le presenze e regalatevi momenti di calma con il vostro bimbo. Anche perchè vedrete che molti sono gli esperti e tutti sanno cosa fare, tranne voi. Non preoccupatevi, nei primi giorni c’è bisogno di calma e di ritrovarvi come nuova famiglia. Nel dubbio, siete voi che chiedete. Coloro che vi vogliono bene e vi rispettano, capiranno.

Congedo parentale

Come padre, per la nascita di mia figlia ho voluto valorizzare al massimo questo tempo. Per questo ho utilizzato subito i tre giorni di congedo disponibili. MI sono serviti soprattutto per poter essere vicino alla mia compagna e a mia figlia. Quei primi giorni infatti sono intrisi di una emozione grandissima, sembra di vivere su di un’altra dimensione. Perciò ho sempre sfruttato tutto il tempo a disposizione per poter stare con loro in ospedale. Nel mio caso l’orario di visita per i papà era dalle 17 alle 20: in quelle ore imparavo a conoscere mia figlia, insieme alla mia compagna. Ricordo tutte le premure e i dubbi su ogni cosa: come prenderla in braccio, come posarla nel lettino, cosa osservare, come starle vicino. Fin dai primi giorni di vita per noi è stato essenziale passare tutto il tempo a disposizione insieme. Il tempo che ero a casa invece mi serviva per sistemare al meglio il loro imminente rientro ma anche per rielaborare quanto stava succedendo, tra compagno e ora anche padre. Qualcosa insomma che stava per cambiare totalmente la mia vita.
 
Consiglio: per info sul congedo, vedi qui. Guardate bene su i siti a disposizione, ma soprattutto quello ufficiale dell’INPS quali sono i vostri diritti dal momento che diventate genitori. Non solo per i primi giorni di nascita, ma anche per dopo. A livello economico di rimborsi  ci sono diverse possibilità.

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